Articolo di P. Catti su Agenda Digitale: "Polemiche sono cinico disfattismo: no ai rinvii"

Sì, ci sono criticità ancora da affrontare, ma sarebbe sbagliato aspettare finché tutto non sarà perfetto. In realtà l’Italia è pronta per la scadenza del 6 giugno: la fatturazione elettronica è ormai alle porte

di Paolo Catti, Politecnico di Milano

La Fatturazione Elettronica è alle porte. Il rinnovato quadro normativo che regola i modelli di gestione della documentazione fiscale nel formato elettronico è in fase di completamento (il 12 marzo sono state pubblicate in gazzetta le Regole tecniche in materia di sistema di conservazione; ieri è uscita la Circolare interpretativa del Decreto 3 aprile 2013, n.55, in tema di Fatturazione Elettronica verso la PA).

Insomma, quanto largamente annunciato sta effettivamente accadendo: le norme si completano, si semplificano e il quadro di riferimento – che rappresenta un primo serio passo verso la crescita culturale orientata all’innovazione digitale nel nostro Paese – si sta chiaramente componendo come un puzzle sotto i nostri occhi.

Immancabilmente, insieme alle novità che si propongono di cambiare e far cambiare le “annose prassi” nel nostro Paese, si manifestano però anche i dubbi e le perplessità, un po’ troppo spesso, però, condite di diffidenza disfattista. È questo un fenomeno non nuovo nel nostro Paese, che oggi più che mai si direbbe covare un desiderio di cambiamento fortissimo, purtroppo paragonabile alla proverbiale dimensione di scetticismo con cui si cerca di “conservare” la situazione attuale, qualunque essa sia. Le cosiddette “zone di confort”, si sa, sono difficili da abbandonare, in qualsiasi contesto. Che forse la limitata competitività del nostro Paese dipenda anche dalla presenza di un po’ troppe “zone di confort”, tuttavia, non sembra essere una consapevolezza ancora acquisita.

E dunque con sospetto e cinico pessimismo che alcuni accolgono le basi dell’innovazione verso cui il Paese vuole provare ad andare. Ora viene criticato il processo di gestione dell’Indice delle PA (l’IPA, che sarà tassello sostanziale nel buon funzionamento della Fatturazione Elettronica – in quanto consente di indirizzare le Fatture all’ufficio che le deve ricevere e su cui c’è ancora da lavorare), ora viene preso di mira il processo di Conservazione Elettronica definito dalle nuove regole tecniche.

Ma se proviamo ad affrontare questi elementi come fossero naturali complessità che qualsiasi processo di cambiamento comporta, assumendo quindi quella che mi piace considerare una prospettiva corretta e costruttiva, si riesce a osservare uno scenario di riferimento che, tra luci e ombre, sembra assai più nitido di quanto si possa sospettare.

 

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