Intervista a Antonio Rosson, Responsabile Trade Marketing Vimar

Gennaio 2011

Cesare Ferretti incontra Antonio Rosson, Responsabile Trade Marketing Vimar

Come si lavorava prima senza Metel e come si lavora oggi con Metel.

Vorrei limitare il perimetro della logistica a magazzino e spedizioni. Prima di Metel c’era poco o niente. L’ordine arrivava in magazzino, si consegnavano i colli al corriere, si firmava un pezzo di carta e tutto finiva lì. Oggi si genera un documento di spedizione in formato EDI, certo e incontrovertibile.

Prima nel pezzo di carta si riportava solo l’articolo e il quantitativo, adesso nello standard Metel ci sono una molteplicità di informazioni parte delle quali di grande utilità anche per il distributore. Prima il responsabile della logistica prendeva il foglio, controllava articolo per articolo e digitava il quantitativo a sistema, oggi il carico di magazzino avviene in maniera automatica. E poi si poteva digitare un quantitativo sbagliato, oggi invece il carico viene gestito automaticamente e senza errori dal sistema.

C’è un risparmio notevole in termini di prestazioni, costi, tempi e persone che possono essere impiegate diversamente e più proficuamente all’interno dell’azienda. Chi condivide Metel può avere unicamente vantaggi.

L’informazione è disponibile fin da quando parte la merce, vale a dire molto tempo prima del suo utilizzo.

 

Oggi, per assurdo, posso vendere un prodotto anche non avendolo in magazzino perché so che mi arriverà a breve. Non dimentichiamo anche il controllo della fattura da parte del Grossista: oggi viene in automatico grazie al processo che coinvolge gli ordini, le conferme e gli avvisi di spedizione.

Passare a Metel ha prodotto qualche cambiamento nel modo di lavorare delle persone all’interno dell’organizzazione?

Ritengo che sia sicuramente migliorato il lavoro. Il lavoro manuale si limita ad un controllo niente più digitazioni e le persone svolgono attività più qualificate.

Vede un futuro all’interno della logistica o siamo arrivati al top?

Abbiamo già fatto molto, forse potremmo lavorare sul coinvolgimento dei corrieri al processo Metel, ma è tutto da studiare.

Ci sono vantaggi per i vostri clienti: i distributori?

Metel ci ha dato la possibilità di operare attraverso i barcode, volumi, pesi, dimensioni degli articoli, ect. Ad esempio il grossista conoscendo il volume degli articoli ha la possibilità di ottimizzare lo spazio magazzino.

Al di là del fatto che ci sono articoli dimensionabili, e articoli contenuti in sacchetti per i quali non è possibile dare una dimensione esiste una responsabilità del produttore nel completare tutti i campi messi a disposizione dallo standard Metel.

Operare con tutte le informazioni previste dallo standard Metel comporterebbe una maggiore efficienza lungo tutta la filiera.

Nell’ultimo convegno di Metel si era parlato anche di coinvolgere gli impiantisti che cosa ne pensa?

Dipende dal significato che vogliamo dare al verbo “coinvolgere”. Di certo se anche gli impiantisti entrassero in qualche modo in tale processo informativo e completare la filiera potrebbe essere un vantaggio per i distributori. Quanto oggi contraddistingue il rapporto Fornitore-Distributore in termini di scambio di informazioni gestite da Metel varrebbe anche per Distributore-Installatore.

 

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