METELNEWS 13-14: Speciale Evento Metel 2012: Fabrizio Amarilli

 

Intervento di Fabrizio Amarilli – Politecnico di Milano.

La ricerca che abbiamo sviluppato insieme a Metel riguarda l’Interoperabilità dei Sistemi Informativi nella filiera del materiale elettrico e si pone alcuni specifici obiettivi:

– Valutare i parametri che influenzano l’efficienza della filiera del materiale elettrico.

– Individuare il livello di evoluzione e maturità della filiera nell’impiego di soluzioni ICT a supporto dell’integrazione;
– Individuare gli ostacoli all’evoluzione e all’adozione di soluzioni di integrazione;
– Individuare gli scenari evolutivi nell’integrazione di filiera.

Il campione che abbiamo utilizzato è sicuramente rappresentativo del settore.

Anche se il numero dei soggetti coinvolti è contenuto, la ricerca ha fornito risultati qualitativi rilevanti.

Abbiamo individuato prima di tutto il livello di integrazione nella filiera quanto, cioè, le aziende, fornitori e distributori parlano in formato elettronico e soprattutto quali sono i fattori abilitanti e gli ostacoli all’integrazione.

Il nostro campione è stato costruito da 3 grandi produttori e da 5 distributori diffusi sul territorio e con differenti ampiezze di fatturato e focalizzazione di prodotti venduti.

Per valutare il livello di integrazione abbiamo preso due tipologie di parametri: il numero di connessioni EDI e il numero di transazioni.

Per quanto concerne i distributori mediamente il numero di transazioni è buono, si parla di volumi di transazioni elevati mentre la percentuale di ordini che passano in formato elettronico è disomogenea.

Alcuni sono molto avanti, altri in effetti hanno qualche cosa da recuperare.

I produttori hanno mediamente un buon livello di integrazione considerando comunque che l’integrazione elettronica dei produttori non è solo via EDI, ma anche attraverso i propri portali dedicati.

Il punto di vista del distributore è quello di essere pronto ad integrarsi, la tecnologia non è un problema, ma il messaggio chiave ricorrente è che il fenomeno dell’integrazione è un problema di processi.

Bisogna avere i processi definiti e pronti per comunicare in formato elettronico e bisogna avere un struttura organizzativa che presidi la comunicazione ed infine per il distributore un buon livello di responsabilità ricade sul produttore.

I produttori dicono “noi tecnologicamente siamo pronti”, anzi dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica disponiamo di sistemi informativi estremamente evoluti e pronti per l’integrazione via EDI.

Fondamentalmente, però, il produttore percepisce solo una parte del beneficio che invece è completo nell’EDI del distributore.

La tecnologia, per tutti, non appare essere un problema, è un fattore abilitante che può permettere, accelerare l’integrazione.

Quindi sembrerebbe non esistere un’azienda tecnologicamente non pronta o che non possa affrontare l’integrazione.

Ma esiste un livello di maturità delle organizzazioni che le predispone all’integrazione? E attraverso quali parametri possiamo misurarla?

Utilizzando un approccio che abbiamo sviluppato nel corso degli anni con l’analisi dei sistemi informativi aziendali si cerca di valutare due parametri fondamentali del livello di evoluzione dei sistemi informativi aziendali:

– quanti processi aziendali sono supportati da tecnologie informatiche;

– quanto queste applicazioni sono sviluppate con tecnologie aperte, predisposte all’evoluzione e non proprietarie e quindi per definizione chiuse.

Dal punto di vista dei distributori la situazione è mediamente buona con differenze legate soprattutto alle tecnologie.

Tutte le aziende sono supportate in tutti i processi principali attraverso applicazioni informatiche, ciò che può cambiare è il livello di maturità, l’apertura, il livello di evoluzione tecnologica con cui si implementa questo supporto.

Emerge comunque una fotografia positiva. La fotografia dei produttori è estremamente positiva nel senso che i produttori anche per dimensione e per storia dispongono quasi tutti di sistemi gestionali integrati.

Quindi siamo dal punto di vista tecnologico in una condizione in cui la tecnologia non è un problema perché è in grado di supportare, di adattarsi a qualunque configurazione e le aziende sono pronte.

Ciò che in effetti abbiamo visto essere estremamente rilevante e molto percepito, è “lo stress di filiera”, legato alla frequenza con cui vengono fatti i riordini, alla composizione dei riordini, a quanto nel riordino è riordino per ripristino delle scorte e a quanti sono ordini occasionali, eccezionali.

E’ rilevante la complessità degli ordini, la possibilità di confermare gli ordini, quindi la possibilità di attuare uno scambio informativo più complesso.

Tutti questi fattori aumentano la complessità della comunicazione e conseguentemente generano un maggiore stress della filiera.

Abbiamo visto che in effetti lo stress tende a spingere ad un impatto positivo sulla necessità di integrazione.

Maggiore è lo stress di filiera più è sentita da parte degli attori l’esigenza di passare su sistemi di comunicazione in formato elettronico.

Abbiamo individuato tre configurazioni per ciò che riguarda il livello di evoluzione e il livello di implementazione nell’integrazione.

1) Le imprese che sono caratterizzate da uno stress elevato devono dare risposte al cliente, di solito, estremamente esigente e percepiscono il fatto di rispondere in modo puntuale e rapido ai clienti come fattore fondamentale. In queste filiere si cerca di coinvolgere chiaramente i produttori, cercando di ampliare il portafoglio dei produttori di riferimento scegliendo quelli che sono maggiormente predisposti all’utilizzo delle tecnologie EDI. In questo caso si privilegiano produttori che non hanno piattaforme proprie o che non abbiano un forte potere negoziale nell’imporre le proprie piattaforme.

2) Ci sono poi le imprese che percepiscono un livello di stress leggermente inferiore in quanto la frequenza con cui avvengono gli ordini, la complessità degli ordini è leggermente più contenuta ma spesso, a fronte di uno stress contenuto, l’integrazione è già ad un buon punto. Questa tipologia di imprese punta sull’efficienza e cioè al risparmio di costi e sull’estensione del numero di informazioni che vengono scambiate in formato elettronico. Il problema per queste imprese sta fondamentalmente nella disposizione organizzativa di produttori o distributori a gestire i processi interamente in formato elettronico, cioè nell’avere quella disciplina organizzativa nella modalità di lavoro che fa sì che non si accettino o si disincentivino atteggiamenti che vanno al di fuori dello scambio in formato elettronico.
3)Infine ci sono le imprese con uno stress di filiera molto elevato, un’integrazione elevata e hanno sistemi evoluti, comunicazioni in formato elettronico già ad un ottimo livello di sviluppo. Puntano fondamentalmente sull’estensione del modello. Quindi non solo integrazione, che è già stata raggiunta, tra distributori e produttori, ma anche coinvolgimento degli operatori logistici, quindi aumentare il perimetro della comunicazione fino ad arrivare ad un proprio just in time nella collaborazione.

Quindi i messaggi chiave sono: i benefici dell’integrazione di filiera sono evidenti a tutti: qualità, tempi di consegna, rispetto delle consegne, velocità, risparmio dei costi, tracciabilità e tutto quanto.

L’innovazione è ormai ad un punto tale da offrire tutto ciò di cui l’azienda ha bisogno pertanto la tecnologia non è più un ostacolo.

Le aziende sono già preparate dal punto di vista dell’evoluzione dei sistemi informatici aziendali e se anche non fossero preparate al meglio, comunque, esistono delle configurazioni tecnologiche in grado di rispondere a tutte le esigenze.

Ciò che differenzia le imprese è la predisposizione organizzativa nella gestione dei processi e soprattutto la capacità negoziale tra produttore e distributore per far comprendere maggiormente il beneficio.

Il beneficio pesa molto, pesa di più nel distributore, un pochino di meno nel produttore, quindi si tratta di trovare quel meccanismo di comunicazione adeguato che possa far parlare tutti in formato elettronico.

 

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