MetelNews 15: Alberto Mauri all’iFerr 2012

iFerr 2012: intervento di Alberto Mauri, Amministratore Delegato Mauri S.p.A.

Il Ciclo dell’Ordine e la relativa gestione sono il denominatore comune della Filiera dell’Elettrico e della Ferramenta.

di Giancarlo Emanuel

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Alberto Mauri, presidente di Metel, ma in questo caso leader dell’azienda Mauri Group, si è presentato all’iFerr come testimonial.

E, proprio perché la sua testimonianza fosse ancora più adatta al contesto si è prima di tutto documentato sul mondo cui sarebbe andato incontro: “Navigando su Internet ho cercato di capire quali sono le affinità tra il mio mestiere di grossista di materiale elettrico e quello dei distributori di ferramenta.

Ho scoperto che c’è una blanda sovrapposizione tra i due mercati. Ma soprattutto ho capito che i due mestieri hanno un grande denominatore comune che è il ciclo dell’ordine, la relativa gestione e la logistica.

Nella ferramenta ho scoperto logistiche importanti (anche da decine di migliaia di metri quadri), di referenze trattate a decine di migliaia, una distribuzione capillare sul territorio. Entrambi abbiamo a monte i produttori; loro puntano alle rivendite, noi agli installatori”.

Come uomo “on the road” sa da solo quali sono le domande chiave: “Il nostro mercato ci chiede velocità.

Che va intesa non in termini di giorni ma di ore; meglio ancora se di minuti. E disponibilità di merce, precisione, accuratezza cioè assenza di errori.

Tutto questo dobbiamo farlo sostenendo costi importanti che dobbiamo provare a ridurre sempre di più: non tanto per riuscire a essere competitivi ma più che altro, in tempi di crisi, per provare a sopravvivere.

E’ una bella impresa. L’informatizzazione e la gestione attraverso l’EDI del ciclo dell’ordine in questo senso ci ha aiutato molto”.

A questo punto il giornalista conduttore del talk show ha voluto sapere di più relativamente alla grande azienda che Mauri conduce.

Gli ha chiesto di parlare del traffico EDI; di descriverlo a chi non lo conosce.

Il ciclo comincia dai listini; che sono la condizione necessaria ma non sufficiente.

Il produttore è genitore del suo prodotto, ha il diritto e il dovere di chiamarlo come vuole; e di prezzarlo. E questo significa codificarlo.

Fino a una dozzina di anni fa il listino aveva una validità annuale, oggi non è più così, il prezzo varia molte volte durante l’anno. E a volte non è neppure il listino che viene cambiato ma variano i prezzi dei singoli articoli. In aggiornamento costante”.

Il listino, il grande protagonista. Mauri spiega come lo ha trattato Metel: “Ne ha fatto perno per sviluppare il sistema del ciclo dell’ordine.

Oggi il distributore invia il documento in via telematica (non via e-mail) al produttore. Riceve in cambio conferme d’ordine, bolle e fatture.

Il tutto consente di gestire i carichi della merce in pochissimo tempo e renderla disponibile per la clientela un’ora dopo l’arrivo. Tendenzialmente senza implicare l’intervento umano.

Che si attiva solo quando si evidenziano discrepanze tra la bolla e ordine trovate dal calcolatore”.

Pragmatici, quelli della ferramenta hanno allora chiesto a Mauri di spiegare meglio i vantaggi metelliani: “Oggi non c’è molto da inventare – ha replicato Mauri – e questa è già una fortuna.

Quindici anni fa la nostra filiera ha costruito da zero questo processo di comunicazione. Oggi questo può diventare per altri una opportunità: quella di non dover inventare niente ma semplicemente di studiare e applicare quel che già esiste.

Ci sono studi del Politecnico di Milano che da sempre segue Metel perché è una case-history di riferimento; e c’è una ampia documentazione che monetizza al centesimo i risparmi, che poi si trasformano in persone.

In base alla mia esperienza aziendale, posso dire prima di tutto che ho cominciato ad usare Metel prima del 2000.
La mia società è cresciuta dai 35 milioni di euro del 1999, ai 135 del 2011.

Nell’ufficio acquisti, dove c’è il personale addetto alla gestione dell’ordine, erano due persone e sono due oggi.

Ma si è quadruplicato il business aziendale”.
Mauri ha nominato la parola “crisi” ed allora gli è stato chiesto cosa voglia dire Metel in questi frangenti.

  Si è ulteriormente avvalorata l’opportunità di efficienza e di riduzione costi. Noi quindi abbiamo spinto sull’acceleratore di Metel, forzando i nostri fornitori, pretendendo che gestissero listini, bolle e fatture attraverso l’EDI. Insomma c’è stata una pretesa più rigida”.

Produttori e distributori. Metel insegna che proprio la comunità d’intenti dà il vantaggio.

Ma è equamente ripartito? “Sì, ma è un falso problema. Questa è una business-collaboration, non è una collaborazione commerciale.

Nessuno pensi quindi a eventuali cartelli. Questa è una collaborazione operativa, un trasferimento di informazioni. I benefici sono assolutamente ripartiti. La produzione riceve ordini e risparmia nell’inserimento e la distribuzione riceve DDT e fatture.

Nel rapporto tra le parti siamo abbastanza oltre questo tipo di discussione che peraltro ci fu, inutile negarlo, all’inizio. Poi tutti sono rimasti convinti dell’utilità dell’innovazione. Oggi tra noi si parla invece di accelerare maggiormente l’uso del processo EDI”.

Infine, prima di farsi dire a che punto è l’azienda Mauri nei confronti dell’indice 10, i ferramentai hanno anche voluto conoscere, particolare che tocca la sensibilità di tutti, quali sono i costi.

Soprattutto facendo leva su quanto appena detto dall’ingegnere Alberto relativamente alle accelerazioni richieste in fase di investimento.

Mauri ha tranquillizzato tutti: “Gli investimenti sono contenuti; e poi non si tratta di investimenti fisici ma in tecniche programmative, oserei dire quasi insignificanti sul piano economico.

E gli acquisti in hardware sono praticamente zero. Noi sfruttiamo a pieno il cloud computing. I costi salgono quando serve molta potenza ma si riducono quando ne serve meno e quindi vengono calibrati relativamente alle esigenze del cliente”.

E l’indice 10? “Grazie a innovative proposte di Metel– conclude Alberto Mauri – stiamo andando oltre e stiamo aggiungendo alla gestione del ciclo dell’ordine anche un collegamento produttore-distributore: si chiama web-service per monitorarci e interrogarci in tempo reale sulle giacenze”.

 

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