MetelNews 15: Fabiana Petrosino all’iFerr 2012

iFerr 2012: intervento di Fabiana Petrosino, Presidente di GEWA Italia

Il paradosso è che anche chi non usa Metel parla la sua lingua.

di Giancarlo Emanuel

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Fabiana Petrosino, imprenditrice romana, amministratrice dell’azienda FEP che distribuisce materiale elettrico, è dall’estate scorsa presidente di GEWA Italia, uno dei più conosciuti consorzi di grossisti.

A iFerr 2012 ha portato la testimonianza relativa all’uso di Metel da parte del gruppo dei suoi associati.

“Anche chi non utilizza direttamente il sistema EDI Metel – spiega Petrosino – in realtà fruisce di una serie di benefici che da questo sistema vengono generati.

Per esempio: se una nostra azienda associata non è completamente integrata nel sistema per le fasi di dematerializzazione del ciclo dell’ordine, riceve comunque dal consorzio delle fatture per quel che riguarda tutte quelle aziende che rientrano nel piano della nostra fatturazione centralizzata. Che poi è il core business del consorzio stesso e che si sviluppa grazie al sistema Metel”.

Non è questione di poco conto.Petrosino spiega meglio: “Un consorzio come GEWA, che comprende 70 aziende, ha un volume affari in “centralizzata” intorno ai 100 milioni.

Che viene sviluppata con poche persone. Tutte le aziende che oggi sono in GEWA operano grazie a Metel nelle fasi che la riguardano a proposito di emissione del ciclo dell’ordine, conferma del documento di spedizione, quadratura con la fattura.

In realtà, dall’altra parte, quando ricevono i flussi dal consorzio stanno indirettamente utilizzando questo sistema e fruendo indirettamente di questi benefici”.

Incuriosito, il conduttore del talk show ha allora domandato a Petrosino come si è arrivati alle varie start up nell’adozione delle procedure?

“Il primo elemento che ha reso possibile l’approccio a questo discorso – dice la presidente – è stato il linguaggio comune. Perché il paradosso è che anche chi non usa Metel parla la sua lingua.

Nel corso del tempo più o meno tutte le aziende si sono adoperate per imparare questo linguaggio e quindi tutte le aziende all’interno del consorzio riescono a interfacciarsi con esso. Potendo così identificare in maniera univoca un articolo di un fornitore.

E si parla così di milioni di referenze gestite. Insomma è stata una decisione politica adottarlo perché ha consentito a tutti di parlare una lingua comune.

Mi spiego meglio: tutti i sistemi informativi all’interno dei nostri associati riescono a comunicare attraverso Metel”.

La curiosità è quindi andata nel senso di capire se ci possono essere benefici collaterali.

Certo che ci sono e Petrosino è pronta a segnalarli.

E si tratta di un conforto molto atteso dal mondo della ferramenta che non è così strutturato come quello della distribuzione elettrica: “Ad esempio la disponibilità di dati statistici per capire che cosa può fare il gruppo nel proprio insieme.

Si tratta di risultati che si ottengono soltanto se si riesce a cooperare con i giusti presupposti”.

  E poi occorre indagare sulla logica di chi preferisce andare da solo.

Peggio per lui, verrebbe da dedurre, ma come al solito qualche beneficio si riesce comunque ad averlo.

Petrosino lo spiega così: “Io credo che se si decide di approcciare il discorso della trasmissione telematica dei documenti e quindi della dematerializzazione non ci deve essere necessariamente un consorzio che gestisce le cose. Ci sono progetti che convivono ma non sono né in antitesi, né correlati”.

Ma le rassicurazioni di Petrosino vanno anche in altre direzioni.

Al mondo della ferramenta, chissà mai perché, interessa sapere persino se Gewa, che è anche legato a un super gruppo internazionale (che ovviamente ha lo stesso nome) ha dei problemi per questo legame con Metel: “A tutt’oggi non è mai venuto fuori alcun tipo di problematica; ma anche se un domani dovessero emergere relazioni commerciali internazionali non esisterebbe un problema anzi sarebbe tutto più semplice”.

Infine il mitico traguardo numero 10, un must di Metel. A che punto è Gewa? “Sicuramente ci sono dei nostri grossisti che lo hanno già raggiunto, altri che purtroppo devono ancora partire e altri infine che stanno nella fase intermedia” precisa Fabiana Petrosino.

 

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