Aspetti ritenuti critici in tema di trasmissione telematica di fatture tramite sistema EDI 02

Nell’indicare in fattura l’ammontare dell’imposta e dell’imponibile, fino a quale cifra dovrò arrotondare?

L’art.21 secondo comma lettera e) del D.P.R. n.633 del 26 ottobre 1972, riporta testualmente che la fattura dovrà indicare “aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro”. Si ritiene quindi non ammissibile impiegare arrotondamenti superiori o inferiori al centesimo di eu-ro, dato appunto che si potrebbe generare un diverso ammontare di imposta e di imponibile in capo al soggetto ricevente se questo non arrotonda con lo stesso identico numero di decimali. Esempio: Emissione della fattura n.20 da parte di un’azienda che impiega 5 decimali: Imponibile: euro 10,25556 Aliquota: 10% Imposta: 1,02555 Ricezione della fattura n.20 da parte di un’azienda che impiega 2 decimali: Imponibile: euro 10,25(se arrotonda per difetto), 10,26 (se arrotonda per eccesso) Aliquota: 10% Imposta: 1,02 (se arrotonda per difetto), 1,03 (se arrotonda per eccesso).

[1][1]Risoluzione Ministeriale n.600110 del 2 maggio [2][2] Risoluzione Ministeriale n.4/E del 4 febbraio 1998 [3][3] Risoluzione prot. 360879 del 30 aprile 1986, e Risoluzione prot. 571134 del 19 luglio 1988. [4][4] Risoluzione n.132/E del 28 maggio 1997. [5][5] Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2005 – Supplemento Ordinario n. 135

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