Aspetti ritenuti critici in tema di trasmissione telematica di fatture tramite sistema EDI 03

Nelle fatture che riceviamo in formato EDI dall’azienda emittente, al “codice dell’articolo” aggiungiamo il “prefisso del marchio”, e quindi il destinatario che riceverà e stamperà la fat-tura si troverà ad avere delle informazioni supplementari rispetto al soggetto emittente, si troverà appunto ad avere il “prefisso del marchio”. È corretta una tale procedura?

La procedura non è corretta, in quanto l’esemplare della fattura dell’emittente e del destinatario tra-smessa con strumenti EDI, devono avere lo stesso contenuto, anche se per motivi tecnici hanno una diversa forma (inteso come layout grafico in fase di stampa ) ed una diversa disposizione dei da-ti(inteso come standard di sintassi).

In sostanza quindi, le fatture possono essere trasmesse con strumenti telematici, purchè l’esemplare dell’emittente e del destinatario siano materializzate su supporto cartacei e venga assicurato che:

1-“i dati relativi alle operazioni rilevanti ai fini dell’iva siano materializzati in documenti aventi lo stesso contenuto per l’emittente e per il ricevente [3]”; 2-“l’esemplare della fattura destinato al committente del servizio (…) deve avere lo stesso contenu-to dell’esemplare dell’emittente, potendosene discostare, per esigenze tecniche, nella forma e nella disposizione dei dati [4]”.

[3][3] Risoluzione prot. 360879 del 30 aprile 1986, e Risoluzione prot. 571134 del 19 luglio 1988. [4][4] Risoluzione n.132/E del 28 maggio 1997. [5][5] Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2005 – Supplemento Ordinario n. 135

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